20 02 2013

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Retina artificiale: nuove speranze da una ricerca italiana

Venerdì 22 e sabato 23 febbraio, il Palazzo della Gran Guardia di Verona ospiterà il secondo congresso internazionale sulle gravi malattie della retina, organizzato dalla dottoressa Grazia Pertile, direttore dell’Unità operativa di oculistica dell’ospedale Sacro Cuore-Don Calabria di Negrar (VR). Nel corso della due giorni saranno presentati i risultati della ricerca portata avanti da un team italiano, uno studio su una nuova retina artificiale realizzata con una cella fotovoltaica, “che una volta inserita sotto la retina, è capace di catturare il segnale luminoso e trasformarlo in elettrico per poi inviarlo al cervello dove verrà codificato in immagine”. Buona lettura!

Articolo pubblicato dal Corriere del Veneto, martedì 19 febbraio 2013

Retina artificiale, da Negrar una speranza con il fotovoltaico

NEGRAR (VR). C’è anche la firma dell’eccellenza della sanità veronese sulla prima ricerca tutta «made in Italy» per la realizzazione di una retina artificiale che potrebbe cambiare radicalmente la vita delle persone colpite da malattie degenerative della retina che possono portare alla completa cecità. Come la retinite pigmentosa che ha un’incidenza di un caso ogni 3.500 persone con la perdita totale della vista prima dei 20 anni. I primi importanti risultati del progetto saranno illustrati nel secondo congresso internazionale sulle gravi malattie della retina che si svolgerà alla Gran Guardia venerdì e sabato, organizzato dalla dottoressa Grazia Pertile, direttore dell’Unità operativa di oculistica dell’ospedale Sacro Cuore-Don Calabria di Negrar e chirurgo oculista del team che sta portando avanti lo studio. Al simposio hanno confermato la partecipazione più di 600 oculisti provenienti da ogni parte del mondo, di cui cinquanta relatori, metà dei quali dall’estero. L’obiettivo della ricerca è una piccolissima cella fotovoltaica, opera della nanotecnologia, che una volta inserita sotto la retina, è capace di catturare il segnale luminoso e trasformarlo in elettrico per poi inviarlo al cervello dove verrà codificato in immagine. Il progetto ha ottenuto lo scorso anno un importante finanziamento Telethon per la ricerca sulle malattie genetiche e vede impegnato un team multidisciplinare formato dalla stessa dottoressa Pertile, dall’équipe del professor Guglielmo Lanzani, fisico del Politecnico e direttore Centro di nanoscienze e tecnologia dell’Istituto italiano di tecnologia (Iit) di Milano, da quella del professor Fabio Benfenati, direttore del dipartimento di Neuroscienze e neurotecnologie dell’Iit di Genova, e dalla professoressa Silvia Bisti del dipartimento di Scienze cliniche applicate e biotecnologiche dell’Università de L’Aquila. «I primi risultati sui ratti sono incoraggianti spiega la dottoressa Pertile. Il polimero impiantato sotto la retina non ha indotto fenomeni di rigetto e sembra avere un’ottima biocompatibilità. La trasmissione dell’impulso è stata dimostrata anche attraverso la positiva reazione pupillare alla luce registrata nei ratti ciechi. Mi auguro che questa retina artificiale possa essere applicata su pazienti non vedenti entro cinque anni».

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3 Risposte a “Retina artificiale: nuove speranze da una ricerca italiana”

  1. chinese adriano scrive:

    sono un artigiano del legno mobiliere.ho subito distacco della retina. vari interventi nel 1987 1989.napoli e parigi e ravenna.sono invalido inail per avere un aiuto economico di rendita minima.sarei disponibile a curarmi un occhio per la scienza.sono disoccupato per poter lavorare con più sicurezza nel prossimo futuro per me e per l italia.che la storia del passato ha scritto molte teorie e pratiche. che per lotte politiche ed economiche sono sviluppate a nazioni più furbe e neno polemiche della mentalita parassita e invidiosa.di all quni italiani senzza orgoglio e potere mentale solo col gusto di distrugere il passato e il futuro della nostra eterna storia di piccola nazione come l italia.chinese adriano nato a napoli vissuto a legnago e Mondragone ce.sono di origine vero italiano.e mi sento ferito nell orgoglio mentale e dell cuore di cultura.quando per televisione le notizzie si basano solo in questi anni solo nell egoismo di poco chi di salvare potere e economia con oasi nei paesi rifugio e arraffare il più possibile prima che madre italia affondi o giudichi il suo operato positivo o negativo.sono pronto per la scienza t 0832973301 i miei parenti sono pertile di colonia veneta e sampieri di siena.

  2. Unione Ciechi d'Europa scrive:

    Gentile sig. Adriano Chinese,
    Comprendiamo la sofferenza e apprezziamo il suo coraggio nel mettersi a disposizione della ricerca scientica. Questa associazione, ove avesse delle notizie sugli argomenti da lei proposti, provvederà a contattarla.
    Le auguriamo una buona giornata,
    Unione Ciechi d’ Europa

  3. Unione Ciechi d'Europa scrive:

    Gentile sig. Adriano Chinese,
    Comprendiamo la sua disperazione e ammiriamo il suo coraggio nel volersi mettere a disposizione della ricerca scientifica.
    Le auguriamo un buona giornata,
    Unione Ciechi d’Europa

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