Opinioni sul sito

Cosa pensi del sito Unione Ciechi d’Europa?

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27 Risposte a “Opinioni sul sito”

  1. Alessio scrive:

    Ma è un sito o un blog?

    Saluti
    Alessio

    • UCE scrive:

      Un punto d’incontro dove poter reperire informazioni e suggerimenti utili e allo stesso tempo esprimere liberamente le proprie idee su argomenti a noi molto cari.
      Grazie per feedback.

  2. Andrea scrive:

    Sono un centralinista telefonico, assunto in pubblica amministrazione nel 1986, dopo 4 anni, cioè nel 1990, mi sono operato agli occhi e ho acquistato vista, ho chiesto di rinunciare alla idennità di mansione essendo in grado di vederci abbastanza bene – ho proseguito comunque la mia qualifica di centralinista facendo anche l’impiegato in quei frangenti che il telefono non suonava, mi chiedo se ho almeno acquisito per diritto quei 4 anni (dal 1986 al 1990) di contributi previsti dalla legge n.113 art.9 del 29/03/1985? – e se tale beneficio resta anche dopo il 1990? Avendo rinunciato alla idennità di mansione per centralinista visto che il mio visus è migliorato.

    • UCE scrive:

      Gentile Andrea,

      premesso che il beneficio di anzianità di servizio di un anno su tre di attività lavorativa prestata, ha lo scopo di agevolare il collocamento in pensione dei lavoratori affetti da cecità, condizione ritenuta particolarmente usurante, ha da ritenersi che il diritto cessi dal momento in cui la minorazione non sussista più e la sussistenza della minorazione è necessaria all’atto della richiesta del collocamento in pensione.
      Il suo caso va comunque ulteriormente approfondito in quanto non sussistono precedenti giurisprudenziali.
      Al momento in cui deciderà di richiedere il collocamento in pensione, sarà interessante comunque tentare il riconoscimento del diritto retroattivamente per conseguire un pronunciamento da parte dell’Autorità Giudiziaria.

      Il Presidente

      • Orlando Nibbio scrive:

        Gentile Presidente,
        La ringrazio per la risposta, anche da parte di Andrea, mi scuso nel ritardo nel risponderle, ma ero senza internet ed fuori per un viaggio.
        La ringrazio nuovamente e auguro un buon lavoro a voi e a tutto lo staff
        Orlando Nibbio

  3. Missy scrive:

    salve, non ho trovato informazioni per ragazzi . Mia figlia di 16 anni, ipovedente con invalidità civile, non riesce a trovare programmi linguistici da frequentare all’estero eppure le lingue sono materie di indirizzo. Diventa sempre + difficile trovare attività extra-scolastiche adatte. Se vogliamo rendere i ragazzi autonomi e non futuri adulti assistiti, bisognerebbe attivarsi in modo che questi ragazzi abbiano cmq opportunità di crescita. La mia ce la fa a scuola perchè cmq è particolarmente brillante di suo e ha il facilitatore in classe (non su tutte le ore) e con i software di ingradimento testi usa il pc e tutti libri sono in formato pdf. Ma presto arriverà anche il momento dell’orientamento post-maturità e lì non abbiamo nessuno a chi rivolgersi per una valutazione che oltre le sue capacità e desideri, ci sappia consigliare percorsi e professioni + adatte per chi non vede quasi + nulla. Mi piacerebbe sapere cosa ne pensate. grazie

    • UCE scrive:

      Gentile signora,
      condivido pienamente le Sue giuste preoccupazioni. So che esiste, in Val
      d’Aosta, una associazione che si occupa di organizzare scambi “alla pari”
      fra studenti disabili visivi italiani e stranieri. Al momento non sono in
      grado di fornirLe i recapiti ma subito dopo Natale mi attiverò in tal senso.
      La saluto cordialmente.

      Marco BONGI – Vice-Presidente UCdE

  4. Franco scrive:

    Su un sito come questo dovreste mettere un lettore audio come quello che c’e’ sul Sole 24 ore esul Ministero dei beni culturali.

    Franco

    • UCE scrive:

      Grazie al continuo sviluppo di software per i disabili visivi questo sito è accessibili a tutti. Lo scopo del sito è anche dare suggerimenti per agevolare la fruizione degli strumenti multimediali. Ringraziamo per il suggerimento e non escludiamo l’inserimento qualora si presentasse, anche da parte di un singolo utente, la necessità di un lettore audio.

  5. Mdalena bertantead scrive:

    Non trovo nessun riferimento alla ricerca medico scientifica,mi sembra una duplicazione di quello che sta già facendo la UICI,e dove forse l’associazione strorica ha già molta esperienza.Qual’è lo scopo di avere un’associazione con gli stessi identici scopi e senza nessuna apertura sull’aiutare la ricerca medica?

    • Giovanni scrive:

      La ricerca medica deve essere finanziata dall’apposito Ministero dell’Istruzione, Università e Ricerca. Circa l’analogia con l’Unione Italiana Ciechi riteniamo di non avere niente in comune. Considerato che l’Unione Ciechi d’Europa è una libera associazione che vuole la partecipazione attiva dei suoi soci aderenti e per principio contraria ad ogni forma di centralismo. L’Unione ciechi d’Europa è molto attenta alla ricerca scientifica e svolge costanti azioni di stimolo e sensibilizzazione nei confronti delle istituzioni scientifiche universitarie e politiche chi ritiene superfluo e inutile. La ricerca scientifica deve rigorosamente rimanere in capo alle istituzioni scientifiche pubbliche e private riconosciute e accreditate per non dar luogo a speculazioni ingannevoli a tutto danno della collettività. Non si può identificare l’Unione Ciechi d’Europa con l’Unione italiana ciechi per tre motivi fondamentali:
      1. l’Unione italiana ciechi è una organizzazione centralistica e romanocentrica; l’Unione Ciechi d’Europa è rigorosamente ispirata al federalismo col ruolo fondamentale degli organismi regionali, provinciali e dei singoli soci.
      2. L’Unione italiana ciechi continua ad atteggiarsi strumentalmente come se fosse ente pubblico, ma dell’ente pubblico non solo non ha la figura giuridica ma non ha alcuna competenza fin dal 1978 e pretestuosamente attinge a notevoli risorse pubbliche dello Stato, delle regioni e dei comuni in nome dei servizi ai ciechi italiani che in vece sono in capo per competenza alle regioni, alle province, ai comuni e alle AA.SS.LL.
      Le risorse pubbliche, non ai servizi vengono destinate , ma a magnificare la sua organizzazione e all’enorme apparato burocratico.
      L’Unione ciechi d’Europa è rigorosamente volontaria e quindi i suoi dirigenti, a tutti i livelli istituzionali non percepiscono gettoni o indennità.
      3. L’Unione italiana ciechi cala dall’alto tu tte le sue decisioni sull’intero territorio nazionale (non si muove foglia senza che Roma lo voglia); L’Unione ciechi d’Europa pone al centro il singolo socio e stimola ognuno ad essere protagonista partecipe dell’interesse di tutti.
      Giovanni Giraudo

  6. maddalena bertante scrive:

    Sono d’accordo sull’unione italiana ciechi ed ipovedenti e sui suoi difetti,però io ritengo che per le ragioni sopra espresse e per poter essere differenti, punto fondamentale di uno statuto sia la RCERCA MEDICA,proprio quella ufficiale,vorrei sapere i programmi di questa associazione -federazione UCdE per far si che le istituzioni investano in ricerca,inoltre ritengo, che come fanno molte altre associazioni,tipo quella sulla sclerosi multlipa si possa intervenire direttamente e concretamente sulla ricerca, destinando ad esempio il 5x 1000 a questa finalità e poi indire dei bandi, ufficiale e stabilire a chi destinare l’eventuale raccolta.BISOGNA SPENDERE IN RICERCA SE SI VUOLE RISPARMIARE IN ASSISTENZA.

  7. Mdalena bertantead scrive:

    come scrive lei signor Giovanni al punto 2 :sono in capo per competenza alle regioni, alle province, ai comuni e alle AA.SS.LL.
    Che cosa si prefiggono le associazioni federate ,se tanto non devono occuparsi di assistenza sul teritorio? Non dovrebbero collaborare con medici e strutture sanitarie e università che hanno sempre meno fondi per la ricerca? I ricercatori hanno bisogno di avere alle spalle delle associazioni,per far capire alle istituzioni che c’è gente che attende dalla medicina, soprattutto in questi ultimi anni, in cui si sono raggiunte delle conoscenze ed in cui si va a rilento solo per mancanza di mezzi.Ho letto il vostro statuto non è contemplato in nessun punto,inoltre vi occupate anche di ipovedenti o questi verranno abbandonati nel loro limbo?

  8. Giuseppe Tocco scrive:

    Cara Maddalena,
    Evidentemente la tua “formazione” all’interno dell’Uici ha dato ottimi frutti. Vorrei ricordarti:
    1 – che fatto salvo per alcune “associazioni privilegiate” che riescono ad estendere i loro tentacoli anche sui fondi per la ricerca, a noi “comuni mortali” non è dato accedere a questo tipo di iniziative se non come sostenitori o divulgatori, visto che per statuto le associazioni di categoria “dovrebbero” occuparsi di ben altro;
    2 – fortunatamente in Italia esiste un articolo della Costituzione che dà ai cittadini italiani la possibilità di associarsi nei modi che meglio prediligono sempre nel rispetto delle leggi vigenti. Poi anche se nella tua amata associazione storica questo concetto è un po’ astruso, ti ricordo che è dalla pluralità e dal confronto che parta dal riconoscere entità diverse dalla nostra che nascono quei confronti che possono far progredire un determinato settore. So bene che lo scopo delle “associazioni storiche” è quello di tutelare i benefici ottenuti col tempo e di difenderli anche dai loro pari-ruolo ciechi che magari hanno idee diverse ma sono pur sempre ciechi e devono perciò godere degli stessi trattamenti e delle stesse opportunità. A tal fine vorrei rassicurarti sul fatto che l’Uce ha intenzione di lavorare con metodi e iniziative totalmente diverse da quelle dell’Uici, perché per noi i soci non sono numeri da esibire per ottenere “benefici”, per noi sono gente di valore che spesso si è rotta le scatole di vedere la tua amata associazione occuparsi solo di riempire la “mangiatoia” senza occuparsi minimamente dei diritti dei ciechi. A tal fine mi spieghi perché con tutta sta campagna contro i falsi invalidi e specialmente contro i falsi ciechi, la tua amata associazione è rimasta praticamente nell’ombra??? Se vuoi te lo spiego io! Perché all’interno delle commissioni esaminatrici è presente un membro nominato dalla tua amata associazione! Ecco Maddalena il motivo per cui abbiamo ritenuto utile creare una nuova associazione! È il motivo che ti ho riportato qui sopra è solo uno dei tanti e se vorrai te li elencherò uno per uno corredando il mio dire con normative e risultati ottenuti dai tuoi amici, che tra l’altro sono molto esigui a fronte dei milioni di euro che ogni anno riempiono la loro “mangiatoia”.

  9. Maddalena bertante scrive:

    Scusa Giuseppe,ma non hai capito o non hai letto bene.Io ho scritto che concordo su tutti i difetti della UICI e non è la mia amata associazione ,non hai letto bene cosa scrivo.Io voglio un’associazione che come scopo principale abbia la ricerca medico scientifica per le patologie dell’occhio e non un associazione che si occupi di assistenza,perchè questa, se il paziente e la sua famiglia sono intelligenti riescono a farsela dare dalle istituzioni.Ora nel vostro statuto, come in quello della UICI la ricerca non viene presa in considerazione e mi domandavo allora, visto che non volete essere la brutta copia della UICI, che cosa vi proponete di fare.Per cui non comprendo la tua risposta rancorosa e senza senso.

    • giuseppe tocco scrive:

      cara maddalena,
      dire che, sè un associazione non si occupa di affiancare i medici nella ricerca, contiene in sè due inesatezze!
      la prima sta nel fatto che come già abbiamo più volte ripetuto le associazioni di categoria NON POSSONO affiancare i medici nella ricerca perchè non sono competenti e anche perchè quello della ricerca è un campo troppo specialistico per poter presumere che dei “non medici” se ne possano occupare. le associazioni di categoria sono fatte da gente comune che decide di mettersi assieme per fungere da tramite tra le esigenze dei ciechi e le istituzioni, hanno lo scopo di rapresentare e non di guarire o di legiferare. hanno lo scopo di proporre e non di eseguire e hanno lo scopo di realizzare occasioni di incontro per aprire le porte di questo tipo di disabilità alle persone normodotate.
      l’altra inesatezza sta nel fatto che dicendo che se un associazione non si occupa di ricerca medica non ha niente di diverso dall’UIC. dire una cosa del genere equivale a dire che sè una persona non ha la possibilità di operare nella ricerca medica, non può fare altro e cioè non può opporsi hai falsi ciechi che passano nelle commissioni davanti agli occhi dei delegati uic, non può opporsi al fatto che lo sviluppo nelle scuole e nella società del libro digitale è ostacolato dall’uic che prende 12 milioni di euro all’anno per il centro del libro parlato e per la biblioteca di monza che tra l’altro non producono nessun tipo di servizxio utile se non quello di dare i libri gratis ai soci dell’uic stessa (cosa che noi riteniamo al quanto sbagliata visto che pensiamo che un cieco debba acquistare il libro come fà un normodotato, allo stesso prezzo), non dovremo opporci al fatto che lo stato riconosca privilegi economici assurdi ad una associazione solo perchè ha 35.000 iscritti e quindi è un piatto gustoso per il mondo della politica e nel frattempo chiunque abbia idee nuove viene ignorato e gli viene impedito di crescere? pensi che davanti a questa situazione sia il caso di stare zitti e di non provarci? perchè tanto c’è già l’uic che fà queste cose? mi spiace ma abbiamo una visione totalmente opposta di cosa voglia dire fare associazione, se un giorno alle associazione verrà data la possibilità e i fondi per adoperarsi nella ricerca medica, saremo ben lieti di farlo, ma purtroppo oggi legalmente ed economicamente non è così! quindi gli scopi delle associazioni devono essere quelli originari e visto che siamo fermamente convinti che all’interno degli scopi originari di una associazione ci sia molto, ma molto da fare rispetto a ciò che stanno facendo altri, noi andiamo avanti!
      ti chiedo scusa se ti ho dato l’impressione di avercela con te, ma questa frase “per il resto c’è già l’uic” per noi rapresenta il cancro dello sviluppo dei diritti dei non vedenti!

  10. maddalena bertante scrive:

    Purtroppo ,poichè mi sono scontrata con Tommaso Daniele, chiedendogli di perorare verso le istituzioni la causa di mancanza di fondi verso la ricerca medica e di destinare il 5×1000 di tutte le sezioni alla ricerca, facendo dei bandi con apposite comissioni e poi distribuire i fondi al progetto più promettente e poichè la sua risposta è stata che non è previsto dallo statuto e che loro già hanno la IAPB, speravo che una nuova unione ,essendo sorta in questi anni dove la ricerca medica può fare passi da gigantemettesse in primis nel suo statuto la ricerca medicainvece ancora una volta la ricerca viene ignorata, forse gli associati preferirebbero guarire che venire assistiti. Non è l’associazione che deve avere i ricercatori o gli esperti,e la risposta che non ci si può occupare e sostenere la ricerca medica, perchè non siamo noi stessi ricercatori, permettimi, che è prendermi per stupida.Come ho spiegato ci sono diversi modi per sostenere le ricerche ,però escluderle non è curare le esigenze dei soci ,si possono fare più cose in un associazione ,basta che siano a vantaggio degli associati anche un vantaggio futuro e lungimirante.Già che avete trovato la forza,l’unione per cercare di migliorare le cose perchè non aggiungere anche questa allo statuto che è di importanza fondamentale? Spero che capirai e capirete , ma continuerò a rimanere nella piccola associazione dove sono iscritta, che da sola senza fondi statali, porta avanti con l’ospedale di Careggi 2 progetti, che andranno a beneficio di tanti ciechi ed ipovedenti,e riesce anche ad organizzare convegni sulla psicologia ,sul lavoro e sugli ausili.
    Vi auguro buon lavoro,senz’altro e sempre per il bene dei ciechi e degli ipovedenti,ma abbiamo vedute troppo lontane,io non voglio combatere contro altre associazioni,ci sono troppe divisionime ne dispiace, con un po’ più di lungimiranza verso il futuro molte ricerche potrebbero diventare più vicine,ma fa lo stesso cercando prima o poi si trova.

  11. maddalena bertante scrive:

    Non ho detto che dobbiamo diventare medici e ricercatori ,ma collaborare con loro.Per l’assistenza, il braille, il libro parlato, gli ausili,i diritti posso fare da sola,esistono patronati,istituzioni e web.Una associazione deve spingere,oltre che per i diritti anche perchè si trovino soluzioni mediche per i propri soci,(esiste il diritto alla salute);ma se non è nelle sue corde e non lo contempla il suo statuto non lo farà,eppure oggigiorno solo con più ricerca si possono trovare delle soluzioni.Si potrebbero organizzare manifestazioni gare ,concerti ,cene, spettacoli vari con sponsor e finalità per la ricerca, si potrebbe finalizzare il 5×1000 alla ricerca, lo darebbero molte più persone ,raggiunta una cifra si fa un bando dove con i medici referenti dell’associazione si destinano i soldi al progetto più votato. Ma dalle tue risposte mi sembra che voi vogliate solo fare una lotta contro la UICI per aver accesso ai fondi che attualmente la uici si sta pappando. Consolati ,credo che non ce ne saranno più per nessuno. Meno male che io sono iscritta ad una piccola associazione che si sostiene da sola e che riesce anche a portare avanti 2 progetti di ricerca , che vanno a beneficio di tutta la categoria.

  12. bertantem@alice.it scrive:

    ho capito grazie,

  13. maddalena bertante scrive:

    bene! paura delle idee diverse e mancanza di libertà di espressione, complimenti!

    • giuseppe tocco scrive:

      cara maddalena,
      alla fine della fiera credo che abbiamo molte pià cose in comune di quante pensassimo all’inizio della nostra chiaccherata. anche noi siamo una piccola associazione che si sostiene da sola e che non accede ai fpndi pubblici, ma non perchè siamo piccoli, non accediamo ai fondi pubblici per scelta, la scelta di chi vuole abbattere l’assistenzialismo e il concetto di “mercificazione o quantificazione monetaria della disabilità”. dire se una associazine può fare qualcosa per la icerca, e parlare di sostegno economico esterno alla ricerca sono due cose molte diverse. certo che anche noi sosterremo la ricerca in tutti i modi e con le armi che la tua associazione sta già usando, e cioè reperendo fondi, pubblicizando notizie come per altro facciamo da questo blog, e realizzando convegni e attività che possano dare visibilità e fondi a chi si occupa di trovare il modo per alleviare le sofferenze di chi soffre per la condizione di cecità o di ipovedenza. quello che cercavo di farti capire è che le associazioni non possono fare direttamente ricerca perchè non hanno le professionalità e i fondi adeguati per poter svolgere un attività così importante e delicata, poi sicuramente può collaborare con i medici in tante forme da te ben descritte precedentemente.
      mi trovo però costretto a dissentire con te su un altro punto, dici che in materia di reperimento di ausili, formazione professionale, diritto allo studio etc può benissimo fare da sola e che quindi in questo campo l’associazione è superflua. trovo, pur riconoscendoti il merito di questa raggiunta indipendenza, il tuo discorso molto egoista perchè non tutti i ciechi hanno gli strumenti culturali, economici e caratteriali per affrontare queste battaglie da soli e in questo caso è estremamente utile avere un istituzione che conduca la “battaglia giusta” in nome dei più deboli. perchè se è vero che molti ciechi possono ottenere ausili, libri digitali e altri strumenti per la propria crescita individuale in piena autonomia e anche vero che troppi ciechi restano indifferenti, cullati dal prorpio beneficio economico, sullo sperpero di danaro che esiste nel nostro mondo che potrebbe essere usato molto meglio ad esempio nella ricerca. molti ciechi restano indifferenti davanti alla totale mancanza di fondi per la formazione professionale, non capendo che senza un adeguata formazione professionale, la legge 68 sul collocamento delle persone disabili non solo è inutile ma è anche dannosa per la categoria, per due motivi:
      1 perchè chiedere ad un imprenditore di assumere un disabile perchè è disabile anche quando non sà lavorare è pietismo, oltre che un azione antieconomica
      2 perchè quando quel disabile sbaglierà perchè non sà lavorare in quanto non è stato adeguatemente formato professionalmente, per il mondo dei normodotati, non sbaglierà perchè non sà lavorare ma perchè è un “povero cieco”
      purtroppo molti ciechi restano indifferenti davanti al fenomeno dei falsi ciechi e al fenomeno della caccia alle streghe nei confronii dei veri ciechi, che spesso nelle commissioni esaminatrici sono sottoposti a trattamenti umilianti degni del peggiore delinquente.
      purtroppo molti ciechi restano indifferenti alla totale mancanza di inseriemnto scolastico dei bambini non vedenti nel circuito scolastico, molti ciechi restano indifferenti nel vedere che un disabile sensoriale che ha solo una disfunzione visiva sia costretto a lavorare con l’insegnante di sostegno quando attraverso la teconologia potrebbe tranquillamente sopperire al suo handicap e lavorare al pari degli altri bambini, se solo l’insegnante di ruolo avesse una minima conoscenza degli ausili che quel bambino dovrebbe usare.
      vedi maddalena, purtroppo la gente resta indifferente davanti a queste cose e il ruolo delle associazioni è proprio quello di non far passare inosservate queste cose per sostenere l’intera categoria! anche quei ciechi indifferenti! anche quei ciechi che dicono “chi se ne frega di quello che già ho, voglio qeullo che mi manca” senza pensare che molti non hanno ancora raggiunto un determinato livello di consapevolezza!
      infine scusami ma non riesco a capire perchè mi imputi mancanza di dialogo, non mi pare che le mie risposte, per quanto contrarie alle tue vedute ti siano mai mancate e se vorrai non ti mancheranno nemmeno in futuro!
      giuseppe tocco

  14. Mdalena bertantead scrive:

    scusa,sono stata precipitosa ,perchè non vedevo il mio scritto,non avevo capito che si vede dopo che il moderatore lo legge, pensavo fosse stato cacellato di proposito.
    Concordo che molti ciechi sono chiusi in se stessi,e non si sono emancipati,penso però che questo valga per le vecchie generazioni e non per i giovani.Io mi ritrovo quì perchè sono nonna di una bimba di 7 anni con amaurosi di leber, ha luce e qualche ombra in un angolino della retina.In famiglia grazie al web abbiamo trovato un ottimo centro di ipovisione,pagato dalla regione che la segue da quando ha 1 anno,ora frequenta la seconda elementare ed è la più brava della sua classe. Oggi nel 2012 il computer ti permettere di accedere alle leggi,agli ausili ,ai corsi,all’informazione.Il centro che frequenta la bimba si occupa sopratutto di bambini ciechi ed ipovedenti,ogni mese se ne aggiunge qualcuno.Questo, mi fa lottare per la ricerca,perchè si pensi e ci si occupi di spingere la ricerca.Questi bambini,con l’aiuto della famiglia e delle insegnanti impareranno ad essere indipendenti e a farsi una cultura e ad accedere ad un lavoro ma non vedranno mai il colore del cielo. Abbiamo una grossa responsabilità,sopratutto come associazioni nei confronti di questi e dei futuri bambini.Non sono poi molte le ricerche che potrebbero dare in futuro delle speranze, sono in pratica 3/4 .Le cellule staminali,la terapia genica per le malattie di origine genetica ,il cosidetto occhio bionico, eventuale terapia con fattori neutrofici tipo collirio NGF.

    • giuseppe tocco scrive:

      cara maddalena.
      sono felice di sentire la tua storia perchè essa rapresenta quella sinergia che noi vorremmo riuscire a creare in ogni situazione dove è presente un bambino con disabilità visiva, e cioè una sinergia tra famiglia, scuola e istituzione che possa garantire al soggetto disabile un adeguata istruzione, una formazione professionale e un lavoro adatto alla capacità intellettuale e fisica del soggetto disabile. purtroppo però anche se come dici tu la tecnologia oggi permette notevoli passi avanti nel campo dell’istruzione e della formazione professionale, molte famiglie non hanno le informazioni, la cultura e la voglia di concepire una visione “attiva” del soggetto disabile ma continuano a chiedere assistenzialismo e meri diritti economici perchè anche grazie alle associazioni storiche questo è il messaggio che è sempre passato nel corso dei decenni.
      il ruolo delle associazioni in tal senso è molto importatne perchè deve affiancare lo stato, la scuola e la ricerca, dando una visione nuova del cieco, la visione di un cieco che non vuole più dipendere dai finanziamenti pubblici ma che si erge a fautore della sua indipendenza indicando allo stato e alle altre istituzioni nuove strade che sono più consone e più economiche per la totale emancipazione del disabile. è impensabile che in un epoca dove attraverso il pc si può accedere alla cultura, all’informazione nel formato digitale lo stato spenda milioni di euro per stampare libri in braille che costano molto di più rispetto all’utilità che hanno. ci vogliono far credere che questa spesa è utile in quanto molti ciechi usano il braille e dicendo che il braille è uno struemtno utile che non deve essere perso e non cpaiscono che su l’utilità del braille le associazioni come la nostra concordano in pieno ma che spendere 500 € per un comune romanzo stampato in braille è una follia, in quanto attraverso il nomenclatore tariffario ogni disabile può avere la sua stampante braille in casa e prodursi il proprio libro partendo da un formato digitale al costo di circa 10 €. i milioni di euro che vengono sprecati possono indubbiamente essere usati meglio e noi piccole associazioni abbiamo il dovere di esistere per abbattere questa connivenza o peggio questo patto elettorale che si istaura tra la politica e le grandi associazioni di categoria, perchè è prorpio questo patto politico che limita la crescita e lo sviluppo delle attività a favore delle disabilità di ogni ordine e grado.
      l’utilità della ricerca è fuori discussione essa rapresenta il futuro dei nostri figli ma purtroppo ad oggi ci sono ancora troppi freni al suo sviluppo, fondi sperperati in attività inutili, fughe di cervellli e limiti culturali e purtroppo anche religiosi. sono molte le cause del mancato finanziamento alla ricerca ma fortuònatamente quello che non morirà mai sarà quel meraviglioso fenomeno che è rapresentato dalla tua esperienza e dalla nostra, e cioè tutte quelle persone “qualunque” che non vogliono arrendersi allo schifo, che ahanno idee nuove e voglia di dedicare il loro tempo e di far sentire la loro voce, finche ci sarà qualcuno che parla contnuerà ad esserci una speranza di cambiamento!
      il signor daniele da poco quando ci sono stati i tagli anche per le associazioni ha dichiarato in un intervista che in italia ci sono circa 2 milioni di ciechi e che qeusti ciechi sono tutti rapresentati dall’uic! a parte che in italia i ciechi sono circa 110.000 per fortuna e che di questi solo un terzo è tesserato uic vedi maddalena fare proclami del genere con il solo scopo di ottenere fondi e usare i ciechi come struemnto di ricatto è il cancro più grosso che “affama” la nostra categoria, noi andiamo avanti per altre strade: informando, e insegnando al cieco che esistono strumenti che possono dargli l’emancipazione, in tal senso ti dirò anche che il nostro sogno è quello di chiudere un giorno questa associazione perchè ciò significherà che i ciechi non hanno più bisogno di essere rapresentati in quanto sono riusciti a raggiungere la piena emancipazione e il pieno riconoscimento dei propri diritti. diritti che però per noi non sono rapresentati dai benefici economici, bensì dalla pssibilità di vivere in una società che vede il disabile come una risorsa e non come una spesa.
      il nostro blog si occupa spesso di pubblicizzare nuovi ritrovati nel cmapo della ricerca medica ed è costantemente affianco ad un istituto di formazione professionale che oltre ad occuparsi di formazione per il soggetto disabile si occupa anche di formare gli insegnanti delle scuole di modo che siano pronti ad accogliere le problematiche di un bambino cieco o ipovedente, sè un giorno la ricerca arriverà a trovare soluzioni definitive per le patologie oculari saremo ben contenti di prendere atto che qeuste associazioni non servono più, fino a qeul giorno però continueremo a denunciare le distorsioni di un sistema che non riesce a capire che non è vero che i soldi non ci sono, sono soltanto spesi male e spesso e vole ntieri sono spesi con un fine sbagliato che è quello di tenersi buono il “grande contenitore elettorale dei ciechi”. chi usa i ciechi come merce di scambio per accumulare ricchezza e potere sta continuando a guardare solo ai rapporti con la politica e non si accorge che migliaia di ciechi oggi conoscono le loro possibilità e non hanno nessuna intenzione di affrontare una vita da assistiti dello stato perchè il sogno che ora pervade la loro mente non è quello di andare alla posta ogni mese per ritirare la pensione ricordandosi di pagare la quota mensile della propria amata associazione, il sogno e quello di andare ogni giorno al lavoro per realizzare il sogno di costruirsi una famiglia e di poter badare al suo sostentamento proprio come fanno milioni e milioni di persone qualunque. sono certo che saremo veramente liberi e integrati solo e soltanto quando potremo confonderci con qeulla massa

  15. maddalena bertante scrive:

    oggi sono quì per un’altra causa,c’è stata domenica 4 aprile una trasmissione in diretta su rai1 “l’arena” ,condotta da Giletti,partecipava la signora retinopatica definita falsa cieca perchè lavora da un parrucchiere dove lava i capelli alle signore,e perchè per andare a questo lavoro da anni fa una stradina poco frequentata usando la bicicletta ,la signora accompagnata da un dottore del sant’Orsola ha cercato di spiegare che ha un campo visivo del 3% e che perciò viene considerata cieca.Nella trasmissione condotta per fare scoop e senza altri esperti si è arrivati alla conclusione che la legge è sbagliata. Ecco ora è il momento di far valere i diritti, ora bisogna intervenire decisi,presso gli organi di informazione e protestando per il modo vergognoso con cui si cerca di discriminare la categoria dei ciechi e degli ipovedenti,sembrano la causa degli sprechi italiani.Siamo circondati da politici e funzionari che rubano “capitali” da capogiro che tutte le pensioni di accompagnamento italiane potrebbero essere compensate solo recuperando quei furti.Se non si interviene drasticamente cominceranno a dire che chi percepisce la luce non è cieco e che un cieco se se ne sta buono, buono in casa propria è in grado di vivere autonomamente ,lavarsi,vestirsi,compiere le azioni quotidiane per la soppravivenza.

  16. Mdalena bertantead scrive:

    abbiamo fatto il 24 marzo un convegno su disabilità visiva e lavoro,purtroppo ,attualmente ci sono delle grosse difficoltà per l’inserimento al lavoro di ciechi ed ipovedenti, bisogna cominciare a pensare a nuove professionalità ,basta centralinisti ,ci sono le segreterie telefoniche ,bisogna anche fare dei tavoli di lavoro con gli addetti delle province regioni e ministero per cambiare le regole e allargare i compiti ,e perchè sorgano corsi e scuole che guardino alla pluralità delle minorazioni ,per questa ragione si deve lottare anche con altre categorie di disabili.
    Quando la mia nipotina doveva entrare in prima elementare mi ero posta l’inutilità del dover imparae la scrittura braille ,vista la grossa opurtunità offerta dal computer,però doveva affrontare la scuola primaria e la condivisione dei compiti e dei programmi della scuola attuale italiana,dove il sistema informatico non è ancora entrato in tutte le scuole ,percui ha imparato il braille, come un gioco e io con lei,anzi io sono rimasta indietro e leggo i puntini, lei nel giro di tre mesi ha imparato a scrivere con la dattilo e a leggere perfettamente,l’anno prossimo al centro le insegneranno l’uso del computer con la sintesi vocale.Probabilmente quando sarà alle medie non userà più il braille. Tommaso Daniele non si sa per quale arcano presupposto ha deciso di dare il premio Braille al ministro Sacconi, propro quello che ha cercato di mettere il bastone tra le ruote ai ciechi con la finanziaria di agosto,così cornuti e maziati,quando Berlusconi ha accettato di dimettersi ha messo come condizione che non si discutessero i tanti emendamenti e ha fatto passare la legge,ed ora questo governo dovrà stabilire per maggio, le regole attauttive, ma con la campagna di disinformazione in atto non vedo prospettive rosee.

    • giuseppe tocco scrive:

      i comportamenti di tommaso daniele sono spesso astrusi per chi come noi ragiona nell’ottica degli interessi dei disabili, dare il premio braille ad un ministro è solo una manovra pubblicitaria, come quando spalleggiato dall’ex presidente della camera bertinotti organizzavano le cene al buio per i parlamentari. tutto fumo per tenerseli buoni e niente di più! tua nipote sta seguendo il percorso di istruzione ideale e secondo me abbandon erà il braille molto prima delle medie e chiaro che in questo periodo di grandi tagli i fondi per la formazione scarseggiano sempre più e ancor di più qeulli della formazione professionale dei disabili che come si dice….”dopo tutto godono già di un beneficio economico”. sono d’accordo che si debbano trovare altre professioni per i ciechi ma se ci pensi bene attraverso un adeguato ciclo di studi che sfoci nella laurea i ciechi possono coadiuvati dai sistemi informatici accedere anche ad altre professioni come ad esempio l’avvocatura, la psicologia, l’insegnamento e tutte quelle professioni che non richiedono un lavorio manuale, bensì intellettuale. anche la professione del centralinista può essere ristrutturata e ampliata in quanto adeguatamente formati i ciechi possono tranquillamente essere degli ottimi segretari d’azienda. le opzioni possibili esistono, quello che manca è la volontà politica che però potrebbe cambiare se ad interfaciarsi con il mondo politico fossere persone più lungimiranti e moderne che non coltivino solo il loro interesse o quello del disabile, ma anche quello dello stato e delle aziende

  17. Mdalena bertantead scrive:

    spero che avrete scritto in massa alla RAI per protestare contro la trasmissione ARENA del 1-4-2011

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