26 03 2014

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Maculopatia: “L’esperto risponde”

Nelle ultime settimane si è parlato tanto di maculopatia, in particolare per la rilevanza mediatica scaturita dalla vicenda della maximulta dell’Antitrust alle due case farmaceutiche, Novartis e Roche, per gli accordi sui farmaci Avastin e Lucentis, utilizzati per la cura di questa patologia.
Vi consigliamo la lettura dell’articolo pubblicato da La Repubblica, dove un esperto illustra forme, diagnosi e cure possibili.

Articolo pubblicato su La Repubblica, martedì 18 marzo 2014

Maculopatia, Vista centrale offuscata addio letture e tv Attenti ai primi segni

Dopo il caso della maximulta dell’Antitrust.
C’È ANCORA CONFUSIONE SU QUESTE PATOLOGIE DEGENERATIVE. Autotest e diagnosi precoce.
L’esperto spiega come si manifesta la forma senile, la più diffusa.

È la principale causa di invalidità per danno grave della vista, la terza causa di depressione dell’anziano e colpisce circa due milioni di italiani. La maculopatia senile, la cui causa non è ancora chiara, distrugge progressivamente la zona centrale della retina chiamata macula, area che concentra il numero più elevato di fotorecettori e quindi permette di identificare i più fini dettagli, funzione indispensabile per riconoscere i volti, leggere e guardare la tv. Dopo il caso della maximulta dell’Antitrust alle farmaceutiche Novartis e Roche (180 milioni di euro) per intesa restrittiva della concorrenza sui farmaci Avastin e Lucentis utilizzati per la cura della degenerazione maculare, cerchiamo di capire cos’è questa patologia. «Quando la macula è colpita dalla malattia — spiega il professor Giovanni Staurenghi, ordinario di oftalmologia all’università Statale di Milano e primario della clinica Oculistica dell’ospedale Sacco — le immagini diventano deformate, spesso incomprensibi-li, poi opache. Infine, è tutta la visione centrale che si oscura del tutto. Rimane solo quella periferica con una capacità di definire le immagini molto minore e che consente la sola visione di ciò che si muove di lato. Ciò, con le dovute attenzioni, rende comunque possibili azioni come camminare non accompagnati o muoversi in bicicletta. Esistono forme diverse di degenerazione maculare senile con progressione e gravità diverse».
Il primo segno del processo degenerativo è rappresentato dalla formazione di depositi di materiale detti “drusen” che non danno sintomi, ma sono visibili grazie ai controlli oculistici di routine. I primi sintomi potrebbero essere la difficoltà di compiere azioni con poca luce o, al contrario, essere disturbati dall’eccessiva luce. Ciò di per sé non deve allarmare, ma è buona norma fare dei controlli. Purtroppo non abbiamo ancora la possibilità di prevenire l’eventuale evoluzione con trattamenti o farmaci. È dimostrato tuttavia che il fumo di sigaretta è la causa principale per lo sviluppo delle complicanze. In Australia e Singapore per esempio sul pacchetto delle sigarette è scritto “il fumo rende ciechi”. I sintomi più gravi arrivano quando compaiono le due complicanze.
«Una porta alla scomparsa di tessuto retinico in regione maculare ed è detta “atrofia geografica” o forma “secca” – continua Staurenghi – La malattia avanza lentamente e purtroppo allo stato attuale non è curabile. L’altra forma è quella “neovascolare” o “umida” in cui si innesca la formazione di nuovi vasi che crescono sotto o nella retina e che possono essere accompagnate dalla presenza di emorragie. In questo caso il peggioramento visivo è legato alla presenza di cicatrici che alterano la normale struttura della retina. Questa forma è più rapida ma curabile e va trattata al più presto se si vuole avere un recupero della vista perché le parti di retina compromesse, e la relativa capacità visiva delle aree coinvolte dalla formazione della cicatrice, non si recuperano».
La tempestività della diagnosi e dell’intervento
sono fondamentali. I farmaci Anti-VEGF (fattore di crescita dei vasi) permettono, se somministrati prima che la cicatrice si manifesti, anche un recupero della vista a differenza di quello che avveniva con altre forme di terapia. Studi clinici dimostrano che prima si interviene e più si mantiene una capacità visiva elevata oltre a ridurre l’uso del farmaco. «È possibile svolgere un semplice auto test – conclude il professore – coprendosi un occhio alla volta ed osservando qualunque linea diritta, ad esempio lo stipite di una porta. In caso di visione distorta o macchia scura recarsi subito dal proprio oculista o al pronto soccorso oculistico».

Leggi anche:
Maculopatia: sistema sanitario, politiche farmaceutiche e Antitrust 2

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