26 06 2013

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Dagli integratori ai farmaci salva-vista, l’alleanza contro la degenerazione maculare senile

Informazione e prevenzione unite a integrazione alimentare e antiossidanti solo le soluzioni suggerite per la cura della degenerazione maculare senile, una malattia legata all’invecchiamento che colpisce la macula, la porzione centrale della retina. Emanuela Tedeschi, presidente di AMD Italia Onlus, e Federanziani hanno organizzato un incontro a Roma dedicato alla patologia. Leggi l’articolo per approfondire.

Articolo pubblicato dal Sole 24 Ore, venerdì 22 giugno 2013

Dagli integratori ai farmaci salva-vista, l’alleanza contro la degenerazione maculare senile

Colpisce 1 milione di persone in Italia. La degenerazione maculare senile è una malattia legata all’invecchiamento che colpisce la macula, la porzione centrale della retina. È la principale causa di perdita grave della visione centrale dopo i 55 anni. Si stima che in Italia colpisca circa 1 milione di persone, ma il 75% della popolazione a rischio non conosce il problema.

Fattori di rischio sono l’età, la familiarità, il sesso femminile, il fumo, l’ipertensione arteriosa, l’eccessiva esposizione alla luce durante la vita, l’obesità ed una dieta ricca di grassi e colesterolo ed esistono due forme della patologia, quella secca e quella umida. La prima è la forma più comune e provoca un calo visivo lento e graduale e un deficit della visione centrale. La forma umida (10-15% dei casi) determina, invece, un rapido e progressivo calo visivo, associato a distorsione della visione centrale.

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“Quello che appare paradossale è che, nonostante l’alta incidenza di questa patologia, ci sia una così scarsa conoscenza della stessa”, dichiara Emanuela Tedeschi, presidente di AMD Italia Onlus, che insieme a Federanziani hanno organizzato un incontro a Roma dedicato alla patologia presentando un’alleanza per sensibilizzare alla prevenzione e alla conoscenza della malattia. “La diagnosi tempestiva, attraverso visite oculistiche – continua Tedeschi – da effettuare con regolarità dopo i 55 anni, è di fondamentale importanza, perché permette allo specialista di orientare il paziente verso i trattamenti più adeguati. È opportuno ricordare che, se curata in modo appropriato, la patologia non solo può essere arrestata, ma può anche regredire”.

La prevenzione passa attraverso l’’informazione che, in questo caso, è ancora insufficiente. Studi recenti dimostrano anche come pazienti con la patologia abbiano un rischio aumentato di cadute accidentali, che comportano un incremento di ricoveri ospedalieri e fratture femorali. Nelle fasi iniziali la malattia può non dare sintomi, soprattutto se a essere interessato è solo un occhio. Si può notare una riduzione della visione centrale, uno sfocamento delle parole nella lettura, un’area scura al centro del campo visivo (scotoma) e una distorsione delle linee dritte (metamorfopsie). La distorsione delle immagini è un sintomo frequente all’insorgere della degenerazione maculare essudativa e deve indurre ad una visita oculistica urgente.

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L’integrazione alimentare con antiossidanti quali zinco, vitamina C, vitamina E e betacarotene ha un’azione protettiva sulla retina. Gli integratori, ad esempio, sono utili per ridurre il rischio che la forma non essudativa o “secca” evolva in forma essudativa o “umida”. Negli stadi avanzati è necessario l’intervento farmacologico. “Da qualche anno – spiega Monica Varano, che guida la Retina Research Unit presso l’IRCCS G.B. Bietti di Roma – si utilizzano i farmaci anti-VEGF che vengono somministrati per via intravitreale e che agiscono nei confronti del fattore di crescita endoteliale (VEGF) secreto dalle cellule endoteliali dei vasi retinici, che è alla base dell’aumento della angiogenesi, della permeabilità capillare, con proprietà proinfiammatorie e neuro protettive”.
Cosimo Colasanto

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