16 04 2013

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Maculopatia. Quali cure?

Nell’articolo pubblicato da Quotidiano.net si analizzano le cure utilizzate per contrastare l’avanzare della degenerazione maculare senile. In particolare si parla del farmaco utilizzato dal Sistema Saninario Nazionale di cui abbiamo già trattato in precendenti post.
Buona lettura!

Articolo pubblicato da Quotidiano.net, venerdì 12 aprile 2013

Una nuova terapia rivoluzionaria per ridare luce ai nostri occhi

Già presente sul territorio italiano, la nuova cura riesce a migliorare la vista dei pazienti agendo sull’edema attorno alla retina

BASILEA. L’allungamento della vita media pone nuove sfide alla ricerca e alla medicina. I nostri organi, usati per tempi più lunghi rispetto alle generazioni precedenti, manifestano spesso degenerazioni che minacciano la qualità della vita stessa. E’ il caso degli occhi, per i quali risulta essere sempre più importante un intervento precoce così da limitare sul nascere il percorso di una malattia.

Oggi in Italia sono poco meno di un milione le persone che presentano i primi segni di “degenerazione maculare”, una patologia che colpisce dopo i 50 anni e che cresce con l’avanzare dell’età fino a portare alla cecità. Si tratta di una malattia che colpisce la parte centrale e più sensibile della retina, la zona maculare, appunto, la quale ha il compito di fornirci visioni chiare e dettagliate.

Per questo, quando ci accorgiamo che i colori perdono la luminosità, che le immagini diventano distorte o che compaiono delle macchie nere o grigiastre, non è il caso di attendere, ma è immediatamente necessaria una visita oculistica. Tra l’altro, visto il progressivo innalzamento dell’aspettativa di vita, si prevede che questi casi andranno triplicando nei prossimi 25 anni. Gravi problemi alla zona centrale della retina possono essere provocati anche dal diabete e sono sempre l’annebbiamento visivo, la distorsione delle immagini e le cosiddette “mosche volanti” a fare da spia che qualcosa non funziona più nel verso giusto.

Oltre agli interventi con il laser e alla chiurgia vera e propria, una terapia rivoluzionaria ha fatto il suo ingresso in medicina. Novartis, il colosso svizzero che produce il nuovo farmaco, l’ha chiamato Lucentis poiché permette di far recuperare la vista riducendo l’edema formato nella retina.

L’anticorpo individuato per questa terapia viene somministrato attraverso una iniezione nell’occhio ad intervalli non inferiori ad un mese. Il costo di un flaconcino è di 902 euro, ma sono praticati sconti al servizio sanitario nazionale che per tre anni di trattamento ha un prezzo da pagare compreso tra i 3000 e i 5000 euro. Da meno di un anno il farmaco è in Italia dove, in 36 centri, vengono trattati 650 pazienti per le malattie legate alla zona maculare, compresa l’occlusione venosa retinica. Altri 150 centri per un totale di 5000 pazienti si occupano invece specificamente della degenerazione maculare legata all’età.

Nei prossimi mesi è atteso il via libera per l’uso di Lucentis anche nel caso di miopie patologiche, una malattia caratterizzata dalla formazione di vasi sanguigni anomali al di sotto della retina e intorno ad essa e che colpisce i giovani tra i 20 e i 25 anni di età, con un’incidenza del 2 per cento nella popolazione complessiva. Già a partire dal mese di giugno, in attesa della conclusione del processo di adozione del farmaco da parte delle sistema sanitario nazionale anche per questa patologia, 25 centri diffusi in tutta la penisola effettuaranno comunque il trattamento per la miopia patologica su 200 pazienti. A tutti gli ammalati seguiti nei centri italiani il farmaco viene somministrato gratuitamente. Tutti i costi sono infatti a carico di Novartis. (Valeria Caldelli)

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