17 02 2012

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Università di Sassari. Libri digitalizzati per una maggiore integrazione

L’Università di Sassari, a partire da lunedì 20 febbraio, metterà a disposizione testi digitalizzati per gli studenti non vedenti, ipovedenti e con disturbi di apprendimento che ne faranno richiesta per gli la preparazione di esami, ricerche e approfondimenti personali. Questo nuovo servizio è finalizzato a favorire l’integrazione e garantire il diritto allo studio agli iscritti. L’attuazione del servizio è prevista nel testo della Circolare del Miur applicativa della legge Stanca (L. 4/2004) che prescrive alle case editrici l’obbligo di fornire una copia dei libri in formato elettronico, anche se la normativa è al momento ancora poco applicata.
Per avere maggiori informazioni sul servizio è possibile rivolgersi a Pietro Dettori, segretario della commissione per le problematiche degli studenti disabili (tel 079 229964, indirizzo e-mail – p.dettori@uniss.it ).

circolare miur 18 12
Consulta il testo della “Legge Stanca”.

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Un Commento a “Università di Sassari. Libri digitalizzati per una maggiore integrazione”

  1. giuseppe tocco scrive:

    eppur si muove! finalmente una notizia che vada nella giusta direzione, quella della piena integrazione all’insegna della responsabilizzazione del disabile sensoriale e non più di uno spreco incondizionato di risorse pubbliche atto a pagare, in maniera molto salata, il pietismo nei confronti dei poveri ciechi! atto di grande civiltà da parte dell’università agli studi di sassari che mi permette anche di ricordare a tutti gli istituti pubblici che vogliano favorire l’integrazione scolastica dei soggetti non vedenti, che il servizio di digitalizzazione dei testi per i disabili visivi, IN TEORIA, esiste già in quanto lo stato ogni anno rilascia fior fiore di milioni di euro ad una struttura in capo all’Unione Italiana Ciechi che DOVREBBE garantire questo servizio a livello nazionale e che questo servizio dovrebbe essere gratuito sia per il disabile che per le scuole.
    per quanto concerne il disabile, o per meglio dire il privato cosa avviene, naturalmente la mole di richiesta visto che è l’unica istituzione che gode i benefici economici statali è notevole, e questo naturalmente viste che le risorse umane e tecnologiche impegnate dall’ente UIC,sono molto scarse alla faccia dei milioni di euro rilasciati annualmente dallo stato, come dicevamo essendo queste risorse molto scarse, i disservizi e i ritardi si sprecano, e come se non bastasse il fatto del notevole ritardo nella consegna del materiale di studio che comporta non pochi problemi, bisogna anche pagare una sorta di obolo annuale per poter ricevere quei testi in formato digitale, audioi o braille, testi che in realtà sono già ampiamente pagarti dalle casse dello stato.
    ma la cosa ancora più deprimente è che quando è il pubblico a dover ricercare i suddetti testi si incappa in uno strano fenomeno, dovuto alla scarsa informazione dell’apparato pubblico e anche alla totale mancanza di pubblicizzazione da parte dell’UIC, di un servizio che invece sarebbe importantissimo pubblicizzare, per questi motivi appunto avviene il fenomeno della DUPLICAZIONE DI SPESA, e cioè un lavoro già pagato dallo stato, in realtà viene pagato anche dalle regioni, dalle provincie o dai comuni che ignari dell’esistenza di questo servizio che dovrebbe esser gratuito, aprono i cordoni delle loro borse pe poter acquistare testi da strutture periferiche, o piccole stmaperie che spesso e volentieri indovinate a chi fanno capo????
    ma perchè la biblioteca nazionale di monza, il centro del libro parlato (da non confondere con quello di feltre) non vengono pubblicizzati??? perchè i contributi sono a prescindere! a prescindere da cosa??? da tutto! anche se i libri prodotti in braille, digitalizzati o riversati in formato audio fossero soltanto una dozzina, il contributo non cambia! un pò come avviene in sardegna per il contributo regionale destinato alle associazioni dei non vedenti che, alla faccia della costituzione italiana che dovrebbe garantire pari dignità ad ogni associazione, non viene ripartito in base ai progetti fatti, e nemmeno in base al numero degli iscritti, bensì il 70% del contributo va in tronco all’UIC! così a prescindere senza una motivazione ben chiara o specificata! e le altre associazioni che concorrono si devono accontentare delle briciole!
    spero che il progetto dell’università di sassari sia da sprone a tutte le scuole di ogni ordine e grado che autonomamente e gratuitamente possano dotare i propri studenti di materiale di studio adatto alla lora specifica condizione visiva

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